“Troppo tardi per cambiare lavoro. Troppo tardi per imparare nuove competenze. Troppo tardi per realizzare i propri sogni. Troppo tardi per essere felici. Troppo tardi per fare il giro del mondo.” Davvero?
La scossa: quando la vita ti ricorda che il tempo è breve
Spesso ci sentiamo ripetere che “la vita è troppo breve”. Sì, d’accordo, lo sentiamo talmente tanto che rischiamo di abituarci a questa verità, come quando metti la caffettiera sul fuoco e poi te ne dimentichi. Ma purtroppo, gli eventi della vita sono lì per ricordarcelo. A metà del nostro percorso, in quanti hanno già conosciuto la perdita di un genitore, di un fratello o di una sorella? O chi si è trovato faccia a faccia con una malattia che ha messo tutto in discussione? Basta un attimo. La vita davvero può spezzarsi in un battito di ciglia.
2012: la scelta che ci ha cambiato la vita
Nel dicembre 2012, insieme a mio marito e al nostro figlio tredicenne, abbiamo preso una decisione che ha sconvolto tutto: puntare a una vita di viaggio permanente. Dopo sette anni a gestire il nostro negozio online da casa, abbiamo realizzato che potevamo farlo ovunque. Bastavano i computer, una buona connessione e, ovviamente, i passaporti! Con questi alleati, lavorare via Internet mentre cambiavamo città, paese e continente diventava realtà.
Per moltissimi l’idea di non avere più una casa fissa è semplicemente inimmaginabile. Ogni volta che lo raccontiamo durante i nostri viaggi, vediamo lo stupore negli occhi di chi ci ascolta. Siamo abituati ad aggrapparci agli oggetti come se fossero salvagenti in alto mare. Ci ritroviamo spesso a spolverare ninnoli che nemmeno ci piacciono più, ad accumulare vestiti mai indossati e temiamo di “restare senza”, di buttare, di regalare le cose che non usiamo mai.
In quei momenti, i pensieri vanno alle persone care, ai sogni realizzati ma anche ai rimpianti per non aver osato fare ciò che desideravamo davvero. Per non aver vissuto la vita a modo nostro, ma seguendo aspettative altrui.
Diventare nomadi digitali: organizzazione e leggerezza
L’organizzazione è diventata fondamentale: ricerca di alloggi (spesso su Airbnb), spostamenti, lavoro da remoto. Nel 2013, questa filosofia di vita era quasi sconosciuta in Francia; a me e a mio marito toccava inventarla giorno dopo giorno, fino a farla diventare la nostra nuova normalità.
Abbiamo anche condiviso questa avventura familiare attraverso il nostro blog. L’obiettivo? Dimostrare che era davvero possibile! Volevamo aprire una via alla libertà, per ispirare altre famiglie a percorrerla.
Per affrontare serenamente questa nuova vita nomade, dovevamo alleggerirci: liberarci di tutto ciò che non era fondamentale per il nostro benessere. Lasciare indietro ogni cosa che avrebbe potuto appesantirci, anche moralmente. Questa, ammetto, è stata la fase più delicata dei preparativi. In ventun anni di vita di coppia si accumulano più cose di quante si possa immaginare!
A pochi giorni dalla partenza, erano rimaste solo 4 o 5 scatole da lasciare da un parente. Sono riuscita a tenere, non senza fatica, solo ciò che serviva realmente alla nostra nuova vita. Ho capito che non sono gli oggetti materiali a definire chi siamo. E che la felicità non si trova nel possedere l’ultimo megaschermo o un armadio colmo di scarpe.
Il mondo come casa, il viaggio come scuola di vita
Non abbiamo ancora fatto il giro del mondo. In realtà, non era questo lo scopo del cambiamento. Questa vita ci ha insegnato molto su di noi e su quanto possa essere ricca una simile scelta.
Ho osato uscire dalla mia zona di comfort: lasciare il nido accogliente nella nostra casa in Provenza, rinunciare a un domicilio fisso, scoprire una vita senza routine, incontrare nuove persone, mettere da parte la timidezza per parlare in pubblico…
- Vivere appieno ogni momento non è così facile come sembra.
- Seguire i propri sogni è essenziale per non avere rimpianti.
- Il cambiamento porta benefici inaspettati.
Oggi abbiamo posato le valigie in Bulgaria. Un Paese che scopriremo con calma, continuando le nostre attività online. Abbiamo questa libertà: non siamo obbligati a restare legati a un luogo per vivere o lavorare; il mondo è la nostra casa, il nostro ufficio, il nostro parco giochi.
Il consiglio? La libertà non è mai fuori portata, né vietata dall’età. Seguite i vostri sogni, alleggeritevi delle zavorre e non avrete rimpianti. Non è mai troppo tardi per inseguire la libertà!
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