È ufficiale: un drone sottomarino si prepara a réaliser il primo giro del mondo della storia, 503 anni dopo Magellano

User avatar placeholder
Redatto da Carolina

6 Novembre 2025

503 anni dopo la missione storica di Magellano, un piccolissimo sottomarino senza equipaggio e senza nemmeno un’elica, si prepara a lasciare il segno nella storia delle esplorazioni: Redwing sta per tentare il primo giro del mondo autonomo sotto la superficie degli oceani. Dalla costa americana a Cape Cod passando dal Sudafrica, dall’Australia e forse persino dal Brasile: acque mai abbastanza esplorate, misteri delle correnti, salinità e perfino squali curiosi. Questa è avventura pura, senza clamore… ma con tanti dati preziosi!

Redwing: il piccolo grande esploratore degli abissi

Soltanto 2,57 metri di lunghezza e 171 chili: Redwing non fa certo impressione per dimensioni. Eppure, è pronto a stabilire un nuovo traguardo nelle imprese di circumnavigazione, esattamente 503 anni dopo il mitico viaggio dell’equipaggio di Ferdinando Magellano. Redwing, infatti, sarà il primo robot sottomarino autonomo a tentare il giro del mondo.

  • Sviluppato da Teledyne Marine in collaborazione con la Rutgers University del New Jersey
  • Primo tour mondiale subacqueo totalmente autonomo nella storia

Ma niente elica, niente pinne a motore: Redwing si muove variando la sua galleggiabilità tramite un pistone interno pieno di gas compresso. Quando “si appesantisce”, scende delicatamente fino a 1000 metri di profondità; quando torna più leggero, risale con calma verso la superficie. Questo movimento a “dente di sega” gli permette di avanzare silenziosamente alla straordinaria velocità di 0,75 nodi, cioè 1,3 km/h. Certo, non vincerà la Coppa America, ma quanto a resistenza…

Come naviga Redwing: tra efficienza e ostacoli marini

Dimenticatevo: Redwing non consuma nemmeno una goccia di carburante e si lascia trasportare dalle correnti oceaniche, proprio come una barca a vela dei fondali. Se proprio necessario, può azionare piccole eliche ausiliarie, ma solo in casi eccezionali per correggere la rotta.

I “glider” (così si chiamano queste creature acquatiche robotizzate) hanno iniziato la loro avventura negli anni Novanta, ma mai nessuno aveva puntato a un viaggio di cinque anni. E il segreto di Redwing sono le batterie extralarge, compattate nella scocca aerodinamica: secondo gli ingegneri dureranno quasi due anni, prima che il piccolo sottomarino debba fermarsi per un cambio programmato di moduli di energia.

Ogni giorno, il team di missione – ricercatori di Teledyne Webb Research e studenti della Rutgers – comunica con Redwing via satellite. Il drone emerge due volte al giorno, invia i dati raccolti e riceve nuovi ordini di navigazione. Si tratta di una missione meticolosa e soprattutto paziente:

  • 5 anni previsti per completare il viaggio
  • 73.000 chilometri da percorrere
  • Migliaia di dati di misura oceanografica raccolti lungo il percorso

L’itinerario e i rischi: non solo onde e tempeste

L’itinerario di Redwing, preparato nei minimi dettagli, segue idealmente le orme del grande Magellano: partenza dalla costa est degli Stati Uniti, tappe attraverso le Canarie, Cape Town, Australia occidentale, Nuova Zelanda, isole Falkland, forse il Brasile e infine ritorno a Cape Cod. Tutto questo sorvolando, anzi, “sottopassando”, aree ancora poco conosciute, in cui temperatura, salinità e correnti restano spesso un mistero.

  • Misurazioni ininterrotte di temperatura, salinità e correnti marine
  • Dati preziosi per climatologi e oceanografi di tutto il mondo

Redwing non teme le tempeste: trascorre la maggior parte del tempo sotto la superficie, protetto dalle onde. I veri ostacoli sono altri:

  • Reti da pesca e cargo che potrebbero incrociare la sua strada
  • Requini attratti dai segnali acustici
  • Alghe e micro-organismi (il cosiddetto biofouling), capaci di appesantire lo scafo fino a mandare tutto in tilt

Il National Oceanography Centre del Regno Unito avverte: “Alcuni glider sono già andati persi a causa dei morsi degli squali”. Serve quindi più fortuna che coraggio!

Una rivoluzione silenziosa per la scienza del clima

Non fatevi ingannare dalla stazza: la missione di Redwing è enorme. Raccoglierà milioni di dati su temperatura, densità e correnti oceaniche in regioni raramente raggiunte dalle navi. Queste misurazioni, condivise in tempo reale con università e scuole in tutto il pianeta, aumenteranno enormemente la nostra comprensione degli oceani e del loro ruolo nei cambiamenti climatici.

Redwing manda anche un messaggio: la scienza può essere paziente, efficiente, silenziosa. Mentre le grandi navi oceanografiche consumano tonnellate di carburante, un glider come Redwing lavora senza equipaggio, sfruttando solo la fisica e la precisione dei suoi strumenti. Nei laboratori Teledyne Marine, il piccolo sottomarino è seguito sugli schermi come un vero membro di equipaggio: studenti Rutgers si danno il cambio giorno e notte per non perderlo mai di vista.

Se riuscirà nell’impresa, Redwing diventerà il primo robot sottomarino a compiere il giro del mondo. Una prodezza silenziosa, lenta ma tenace. Una circumnavigazione all’altezza delle sfide moderne… e tutto sott’acqua!

Nel frattempo, altri pionieri hanno preparato il terreno: dal glider americano Scarlet Knight RU27 che nel 2009 ha attraversato l’Atlantico in 221 giorni, a Silbo, un Seaglider che nel 2011 ha percorso 6000 chilometri, fino alla missione PacX Wave Glider che, sempre nel 2011, ha completato un viaggio di 16.000 chilometri da San Francisco all’Australia sfruttando solo l’energia delle onde e del sole. Nessuno di loro era rapido, nessuno “hollywoodiano”, ma tutti hanno dimostrato una resistenza fuori dal comune, aprendo la strada a Redwing e alla nuova era dell’esplorazione oceanica autonoma.

In fondo, per la scienza e per l’avventura, a volte basta solo tanta pazienza… e una buona connessione satellitare!

Carolina

Lascia un commento