Cosa resta davvero delle 7 meraviglie del mondo antico? Solo una sopravvive ancora oggi

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Redatto da Carolina

6 Novembre 2025

Cosa resta davvero delle 7 meraviglie del mondo antico? Solo una sopravvive ancora oggi: facciamo il punto su questi capolavori immortali (o quasi), ammirati dagli antichi e… in gran parte scomparsi dal nostro radar turistico molto prima della biglietteria online!

Sette: il numero perfetto della meraviglia

In pieno periodo ellenistico, molti autori greci erano un po’ come i critici gastronomici di oggi, ma meno ossessionati dai like su Instagram e più dagli elenchi: proprio così sono nate le celebri Sette Meraviglie del Mondo Antico. Perché sette, vi chiederete? Nella cultura ellenistica, era considerato il numero perfetto: la somma delle cinque pianeti allora conosciuti, più il Sole e la Luna. Altro che i nostri numeri fortunati al lotto!

Un’unica sopravvissuta tra le Meraviglie: la Grande Piramide di Giza

La prima (e unica) delle sette che si può ancora ammirare dal vivo si trova a nord dell’Egitto. La necropoli di Giza è molto di più di quel puntino dorato sugli atlanti scolastici o lo sfondo delle foto dei turisti sudati. Costruita in circa vent’anni e completata intorno al 2560 a.C., la piramide fu innalzata in onore del faraone Cheope.

  • È la più grande delle tre piramidi presenti nel sito
  • 146,5 metri di altezza, record imbattuto per un’opera umana fino alla costruzione della cattedrale di Lincoln nel XIV secolo, in Inghilterra

Non male per una struttura dell’Età del Bronzo: altro che mattoni a vista, qui si parla di ingegneria faraonica!

Le altre sei: monumenti scomparsi tra storia e rovina

Analizziamo rapidamente lo stato delle altre sei, oggi accomunate da una cosa: sono un po’ più introvabili del tartufo bianco. Alcune hanno lasciato tracce, altre solo suggestioni e ricostruzioni.

  • Mausoleo di Alicarnasso: Si trovava ad Alicarnasso, in quella che oggi è la Turchia. Mausolo, sovrano dell’impero persiano, fece erigere questa spettacolare città per sé e la moglie Artemisia, nel 350 a.C. Era alto 46 metri con un perimetro di 134 metri, crollato per un terremoto nel 1404. Oggi il British Museum di Londra custodisce ciò che resta delle informazioni su questo capolavoro.
  • Colosso di Rodi: Alta 32 metri, questa impressionante statua in bronzo e ferro era stata dedicata a Helios, il dio Sole, e si ergeva su una base di marmo dominando il porto. Costruita intorno al 280 a.C., finì distrutta da un terremoto solo 60 anni dopo, nel 226 a.C.: nessuna traccia oggi.
  • Giardini pensili di Babilonia: Un’opera… “monstruosa”, creata dal re Nabucodonosor II per la sua consorte Amitis, nostalgica delle montagne natìe. Questi giardini, costruiti intorno al 600 a.C. in mezzo a terre aride, raggiungevano circa 24 metri di altezza ed erano attraversati da canali e una moltitudine di piante lussureggianti. Evaporati, come la rugiada desertica.
  • Statua di Zeus a Olimpia: Capolavoro dello scultore Fidia, eretta in un santuario nella prima città olimpica (sì, bastava una statua per sentirsi a casa dei Giochi!). Alta circa 12 metri, costruita verso il 435 a.C., rappresentava Zeus maestoso su un trono di legno decorato con oro, ebano, avorio e pietre preziose. Dove sia oggi? Tracce perdute nei secoli.
  • Tempio di Artemide a Efeso: Sulla costa ovest dell’attuale Turchia, nella città greca di Efeso, progettato dall’architetto cretese Chersifrone e dal figlio Metagene, decorato dagli artisti più celebri. Impressionante con le sue 127 colonne alte 18 metri. Attaccato più volte, infine incendiato da Erostrato – in cerca di notorietà – e definitivamente distrutto nel 401 d.C.
  • Faro di Alessandria: Suggerito da Alessandro Magno stesso, fu costruito intorno al 331 a.C. per illuminare il porto di Pharos (Egitto). Il faro resistette per anni a una serie di terremoti, ma venne progressivamente danneggiato fino al crollo degli ultimi resti nel XV secolo. Oggi è solo un ricordo… luminoso!

Conclusioni tra nostalgia e consapevolezza

Le Sette Meraviglie del Mondo Antico incarnavano l’ideale del bello, della perfezione e dell’ardire umano davanti alla natura e al tempo. Ma, come spesso succede con le cose più preziose, il tempo se n’è portato via sei su sette. L’unica superstite, la Piramide di Giza, ci ricorda tuttora la grandiosità del passato, e forse anche quanto sia meglio scattare una foto adesso, prima che arrivi un altro terremoto!
Se vuoi vivere ancora un po’ di quell’incanto, una visita in Egitto non è semplicemente consigliata: è praticamente un viaggio nel tempo… senza bisogno del DeLorean.

Carolina

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